Quanto fa male un tatuaggio

Una volta prerogativa esclusiva di marinai, motociclisti e galeotti, il tatuaggio oggi è per tutti, e per tutti i gusti. E se anche voi desiderate da tempo di farvi imprimere sulla pelle un messaggio al quale siete particolarmente legati, che si tratti di una scritta o di un disegno, e avete come unico dubbio il dolore fisico al quale andrete incontro durante la seduta dal tatuatore, in questa guida cercheremo di darvi un’idea dell’entità di tale dolore e alcuni suggerimenti per affrontare al meglio questo importante traguardo personale.

Quanto fa male un tatuaggio

Magari avete già fissato un appuntamento preliminare presso uno studio di tattoo, ma alla fine, presi dall’indecisione legata al dolore a cui immaginate di dovervi sottoporre, lo avete annullato, terrorizzati dalla domanda: ma quanto fa male un tatuaggio?

Quanto fa male un tatuaggio

Non c’è da vergognarsi di questo, in fin dei conti, pur essendo una moda e una forma artistica a tutti gli effetti, farsi fare un tatuaggio implica anche, per forza di cose, una seduta più o meno dolorosa sotto i ferri del tatuatore. Vediamo di chiarire, per quanto possibile, quanto fa male un tatuaggio, ossia quale sia l’intensità del dolore di cui si parla quando ci si fa tatuare, e se ci sono dei metodi per prevenirlo e per affrontarlo in totale serenità.

Innanzitutto va detto che se siete davvero convinti di farvi un tatuaggio, se la cosa vi sta a cuore e se lo desiderate da tempo, il fattore dolore andrà ad incidere molto poco; sarà più importante realizzare questo vostro sogno piuttosto che preoccuparvi delle sensazioni fisiche. Allo stesso modo, avere ben chiaro tutto il procedimento e tutti gli aspetti legati a questa bellissima forma d’arte vi aiuterà a sapere bene a cosa andrete incontro e ad elaborare le vostre sensazioni prima della seduta.

Inoltre, se fatto con reale convinzione e soprattutto con coscienza di quello che si sta per affrontare, una volta sperimentata per la prima volta la sensazione di dolore, uscirete dallo studio contenti ed eccitati: fare un tattoo è un rito antico quanto l’uomo, che prevede anche il dolore e il suo conseguente superamento.

Il dolore del tatuaggio è soggettivo

Ad ogni modo, quando vi preparerete all’incontro col tatuatore, penserete anche al male che potreste sentire per vedere finalmente quel “segno” impresso in modo indelebile sulla vostra pelle: la prima cosa da sottolineare è che, come accade per qualsiasi altra forma di dolore fisico, il livello di sopportazione è assolutamente personale (la cosiddetta soglia del dolore.

Potreste trovarvi a parlare con persone che hanno un tatuaggio molto grande in una parte del corpo particolarmente sensibile e sentirvi dire che non fa male ma è solo “fastidioso”, come al contrario trovare chi dice che di aver parecchio dolore anche solo per un disegno molto piccolo.

Molto dipende anche dal fatto che, a volte, il dolore si dimentica, e magari proprio in virtù del risultato finale (pensate ad esempio al parto…).

Dolore del tatuaggio e fiducia nel tatuatore

Sicuramente bisogna considerare anche il fattore psicologico il quale, come è risaputo, interagisce con la sfera emotiva e di conseguenza con gli aspetti puramente fisici del dolore. Ovviamente se sarete rilassati e, come si è detto, veramente convinti e desiderosi di avere finalmente quel tattoo, il vostro corpo lo accetterà meglio e il dolore sarà minore.

Oltre a questo, un altro aspetto da non sottovalutare è la fiducia che avrete riposto nel tatuatore; se vi sentirete a vostro agio, con lui e nell’ambiente dove svolge la sua professione, tutto andrà meglio e quindi anche il male che sentirete non vi allarmerà e lo sopporterete più facilmente.

Un tatuatore professionista vi darà, poi, tutte le delucidazioni necessarie in merito alla seduta e, sentendovi in buone mani, alcuni piccoli dubbi spariranno (per questo è sempre importante affidarsi ad uno studio serio e ben gestito).

Come ridurre il dolore del tatuaggio

In generale, visto che l’esecuzione di un tatuaggio consiste nell’iniettare pigmenti colorati attraverso una serie di aghi che penetrano nei primi millimetri della pelle (più esattamente nel derma che è il secondo strato, subito sotto l’epidermide), è indubbio che percepirete una sorta di puntura, la quale non svanirà in un istante, ma sarà prolungata per il tempo necessario a terminare l’opera.

Se avete timore degli aghi o del sangue, il discorso si complica un pochino; ma sappiate che gli aghi della macchinetta per tatuare non vanno in profondità come quelli delle iniezioni e magari vi basterà non guardare, o farvi tatuare in una posizione non visibile, per superare le sensazioni negative.

Per quanto riguarda il sangue, non sempre fuoriesce e in molti casi è veramente poco, inoltre il tatuatore pulirà costantemente la zona mentre lavora e di conseguenza non vedrete praticamente nulla. Unica avvertenza: non bevete alcolici e non assumete medicinali, come ad esempio l’aspirina che è un vasodilatatore, prima della seduta, perché questo aumenterebbe il sanguinamento.

Quanto fa male un tatuaggio in base a zona del corpo e dimensioni

Altro fattore coinvolto nella percezione del dolore è la posizione in cui viene fatto il tattoo; sopra le ossa, quindi ad esempio su costato, gomiti, ginocchia, piede e caviglia e in generale dove lo spessore della cute è minore, il male sarà più acuto, così come in zone ricche di terminazioni nervose come il collo, dietro l’orecchio, lungo la colonna vertebrale..

Anche le dimensioni del disegno hanno un ruolo nella sopportazione del dolore; per questo un tatuaggio di piccole dimensioni sarà più sopportabile di uno grande, ma è anche vero che un lavoro di molti minuti vi permetterà, in un certo senso, di abituarvi al tipo di dolore che quindi diventerà man mano più tollerabile.

Se invece parliamo di un lavoro che prevedere uno svolgimento di diverse ore, con tutta probabilità dopo un certo lasso di tempo potrà capitare di avere accumulato un livello di tensione tale per cui potrebbe scendere una lacrima; ma nella maggior parte dei casi un opera lunga sarà terminata in più sedute, a mano che no siate voi stessi a volervi mettere davvero alla prova!

Ancora, i tatuaggi in bianco e nero e realizzati con linea sottile generalmente risultano meno dolorosi rispetto a quelli “pieni” e colorati, in quanto per colorare alcune parti il tatuatore è costretto a passare a ripassare sempre nello stesso punto, un po’ come si farebbe per colorare un disegno con un pennarello.

Quanto fa male un tatuaggio? Un dolore sopportabile

Un ogni modo, chi ha paura che si tratti di un dolore insopportabile dovrebbe guardarsi attorno e accorgersi del vero e proprio dilagare di tatuaggi che si vedono, ormai, su persone di ogni tipo, genere ed età. Se loro hanno potuto “sopportare” il dolore del tatuaggio, potrete sopportarlo anche voi!

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