I tatuaggi egiziani

I simboli e i tatuaggi di un’antica e floridissima civiltà che hanno attraversato le correnti del tempo e sono arrivati intatti fino a noi, dove vengono ancora impressi sul corpo sia per il loro valore simbolico, che per le loro caratteristiche estetiche.

Gli abitanti dell’antico Egitto, in particolar modo quelli appartenenti alle caste sociali più elevate, dedicavano un grandissimo quantitativo di tempo, di energia e di denaro a tutte le pratiche volte a rendere il corpo più bello ed attraente: nella maggior parte dei casi, infatti, le modifiche corporali, i gioielli e gli ornamenti che si indossavano servivano a rappresentare l’appartenenza a una élite, uno status sociale o un ruolo politico di particolare prestigio.

Pratiche molto diffuse, a questo proposito, erano la scarificazione, il branding, le decorazioni con l’henné e anche il tatuaggio (che a volte aveva anche una valenza punitiva, soprattutto negli uomini, mentre la pratica del tatuaggio decorativo era diffusa in particolar modo nel mondo femminile, dove veniva utilizzata come abbellimento corporale e come pratica rituale). La pratica del tatuaggio veniva applicata addirittura anche alle mummie, molto probabilmente come rito propiziatorio o scaramantico, per facilitare la transizione nel mondo dei morti.

I simboli più diffusi, dai tempi antichi ad oggi

Sono tanti, i simboli che appartengono a questa particolare corrente, alcuni di loro arrivano direttamente da epoche risalenti a migliaia di anni fa e sono ancora in voga al giorno d’oggi, ad esempio faraoni, croci egizie e scarabei, uccelli bennu (la fenice egiziana) che in epoche antiche venivano ritenuti dei veri e propri amuleti, indispensabili per il passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti.

Uno dei simboli più diffusi è l’ankh, o il simbolo della vita, rappresentato da una figura a forma di T corredata da un cappio ovale alla sommità: questo simbolo rappresentava la vita eterna, oggi è uno dei tattoo egizi più di moda e solitamente viene tatuato alla base del collo.

Anche il fiore di loto, che molti pensano provenga dall’Asia, nasce invece come simbolo di durata e di stabilità proprio nell’antico Egitto, e veniva tatuato sul corpo per la sua capacità magica di attrarre le forze del bene e di tenere lontane quelle del male. Il disegno egiziano differisce da quello asiatico per il suo estremo realismo, mentre quello asiatico è più stilizzato.

Ancora, troviamo l’occhio di Horus, molto diffuso anche oggi, che viene tatuato per preservare l’integrità sia fisica che morale, mentre un disegno non particolarmente diffuso ma sicuramente originale e ricco di significato è l’anello shenu, anch’esso ritenuto un simbolo di infinito e di eternità.

Infine, un altro simbolo dell’antico Egitto che è arrivato intatto fino a noi è il nodo di Iside, una particolare croce che proteggeva i vivi così come le anime dei morti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *