I tatuaggi delle isole Marchesi

Tra i vari tatuaggi tribali, che oggi sono sempre più popolari e che vengono scelti sia da uomini che da donne anche unicamente a scopo estetico, ne esiste una tipologia assolutamente particolare: i cosiddetti tattoo delle isole Marchesi. Scopriamo di cosa si tratta e quali sono le sue origini.

Le isole Marchesi sono un gruppo di isole vulcaniche appartenenti alla Polinesia francese, originariamente abitate dai Samoani; queste località, come molte altre isole polinesiane, sono note per l’importanza che ha sempre rivestito l’arte del tatuaggio, come simbolo ed espressione di un popolo.

Storicamente la tradizione dell’art tattoo appartenente a queste isole è stata portata alla luce dalle relazioni scritte dal Capitano Cook dopo aver visitato le isole Marchesi nel 1774.

Il tatuaggio delle isole Marchesi, denominato moko, è un tattoo molto particolare, ricco di geometrie e disegni stilizzati più o meno complessi ed è forse, tra i tatuaggi di stile tribale, quello caratterizzato da un maggior numero di simboli.

Il moko arriva a decorare l’interno corpo compresi i genitali e le aree interne della bocca e, come accedeva per la maggior parte dei soggetti tribali delle varie tradizioni, veniva utilizzato sia sugli uomini che sulle donne per indicare lo status sociale, l’appartenenza a particolari gruppi come ad esempio i guerrieri, piuttosto che il passaggio all’età adulta o un evento importante accaduto nella vita del tatuato.

Inoltre nella tradizione del moko sono presenti anche disegni protettivi e veri e propri portafortuna, simboli che indicano i vari stati d’animo e elementi presi dalla vita quotidiana, tutti tradotti in immagini stilizzate e composte da forme geometriche.

A differenza di molti altri generi tribali però, il tattoo delle isole Marchesi conferisce un preciso significato, non solo ai simboli, ma anche alle varie parti del corpo su cui vengono impressi; ogni zona ha un significato ben preciso.

I tatuaggi delle isole Marchesi hanno influenzato molto il tattoo europeo poiché da essi, forse più che da altri, sono derivati i tatuaggi tribali come li conosciamo oggi.

Tra i simboli più importanti dei tattoo delle isole Marchesi troviamo Kena, un eroe della mitologia di queste isole, un guerriero che viene rappresentato come figura stilizzata e da cui provengono molti altri motivi decorativi tipici della tradizione.

Altri esempi di soggetti stilizzati tipici di questa cultura sono:

  • Frecce e punte di lancia: rappresentano i guerrieri;
  • Asce: utilizzate sia in guerra che per costruire canoe, simboleggiano la forza, l’operosità e l’autorità;
  • Il centopiedi: la cui figura stilizzata ricorda quella di uno scorpione, simboleggia la determinazione;
  • La mera: una sorta di clava corta e piatta, in genere utilizzata in guerra dai capi, rappresenta il rispetto, la nobiltà e l’onore;
  • I gechi e le lucertole: hanno un ruolo molto importante in tutta la tradizione polinesiana; si narra che gli Dei appaiono agli uomini sotto forma di lucertole, questo spiega il motivo per cui il tattoo geco appaia come la rappresentazione di una lucertola stilizzata e contemporaneamente di una figura umana. Sono creature potenti che portano fortuna, e comunicano con gli Dei, ma che possono anche accedere al mondo dei morti portando cattivi presagi alle persone non rispettose;
  • Le tartarughe: anch’esse molto importanti nella tradizione polinesiana potano fertilità e salute. In lingua Marchesana la parola “honu” significa sia “tartaruga” che “unire”, “tenere insieme”; per questo, il simbolo è naturalmente connesso anche al concetto di famiglia.

 

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