I tatuaggi celtici: storia e significato

Tra le varie tipologie di tatuaggi astratti, e più precisamente tra i tribali, spicca una tradizione poco conosciuta rispetto, ad esempio, a quella Maori i cui disegni diventano sempre più popolari e modaioli; stiamo parlando dei tatuaggi celtici.

I Celti, quelle popolazioni indoeuropee rappresentate da un’originalissima e articolata cultura strettamente connessa con la natura, hanno utilizzato sin dalle origini l’art tattoo come forma d’espressione.

Specialmente in battaglia utilizzavano i tatuaggi per incutere timore nell’avversario, erano infatti posti quasi esclusivamente sul petto e realizzati con inchiostri naturali, provenienti dalla lavorazione delle foglie delle piante e innestati sotto pelle attraverso grossi aghi rudimentali.

La storia dei Celti è ricca di leggende e tradizioni legate alla natura, allo spirito dei guerrieri e alle forze del cosmo, e i tatuaggi erano per queste popolazioni un modo per tramandare e comunicare proprio la loro storia.

I tatuaggi appartenenti a questa cultura sono caratterizzati da disegni molto particolareggiati, forme geometriche articolate e intrecciate tra loro, di cui la più utilizzata è la spirale, realizzate sempre in maniera elegante e con tratti fini ma decisi.

La grande differenza tra questo genere di tribali e, ad esempio, i Maori, soggetti che siamo abituati a vedere realizzati su intere braccia o gambe, molto spesso con un preciso intento estetico, è che i tattoo celtici in alcuni casi prevedono ombreggiature, piccole sfumature e l’uso del colore, tra cui il verde è certamente il più utilizzato.

Il simbolo più ricorrente, che ritroviamo spesso in abbinamento alle figure geometriche, è il trifoglio (che simboleggia le tre forze della natura: aria, terra e acqua); e il tre, la rappresentazione della trilogia uomo-natura-cosmo, è quasi una costante, inserita nei simboli sotto forma di tre punte, tre linee, tre soggetti…

 

Ogni simbolo appartenente a questa tradizione possiede un profondo significato e una simbologia precisa; elenchiamo qui di seguito i più popolari:

  • La croce celtica: probabilmente il più comune tra i soggetti celtici, nel Medioevo veniva utilizzata in ambito religioso, mentre dopo la Seconda Guerra Mondiale assunse anche un significato politico legato ai movimenti di estrema destra. Nell’ambito dell’art tattoo il significato più comune è quello solare unitamente a quello di passaggio tra il mondo terreno e quello celeste. Il punto focale di questa rappresentazione è il centro della croce: il Polo, attorno al quale si genera la rotazione del mondo; il Chakravarti o monarca universale, colui che fa girare la ruota pur stando immobile, per questo politicamente associato al capo di un popolo.
  • Il Triquetra: questa figura a tre punte, che ricorda vagamente un fiore, è un importante simbolo spirituale che sottolinea il forte legame tra l’uomo, la natura e il cosmo.
  • La tripla spirale: si tratta di un simbolo prettamente femminile, che significa maternità, verginità e saggezza.
  • Il Triskell: è una sorta di amuleto portafortuna per i viaggi e le battaglie; simbolo di vittoria e di rinascita.
  • I tre saggi: sono tre uomini, all’interno di un cerchio (mondo), che cercano di raggiungere la verità, l’amore e la carità. Chi lo porta desidera migliorare la sua comprensione del genere umano.
  • Il nodo dell’amante: questo simbolo è creato da una linea continua che rappresenta l’eternità, dal cerchio che rappresenta il sole e da quattro trifogli al suo interno, che rappresentano le quattro stagioni. Ogni trifoglio simboleggia le tre forze della natura: aria, terra e acqua.
  • La croce annodata: è un disegno molto intricato, nel quale una linea continua che passa in quattro quadranti forma una croce al centro del disegno. Si tratta di un simbolo di protezione.
  • Il nodo di Tyrone: questo disegno rappresenta un trifoglio formato da due linee che corrono parallele, le quali rappresentano la vita di un individuo e quella del suo amato: due vite che sono intrecciate e contemporaneamente separate.

 

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